
di Gianni Dragoni
Gianmario Verona è il nuovo presidente dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, il centro di ricerca di eccellenza posseduto dal ministero dell’Economia, che lo ha istituito nel 2003 apportandovi un fondo di dotazione di 130 milioni già della Fondazione Iri e operativo dal 2005. Dal 2005 l’istituto beneficia di fondi statali per 100 milioni l’anno, che sono stati tagliati a 85 milioni annui dalla legge di Bilancio del 2025 per un triennio.
La nomina del consiglio
Verona è stato nominato oggi dal consiglio dell’Iit, riferiscono fonti autorevoli, non c’è stata fino ad ora una comunicazione ufficiale. Rettore dell’università Bocconi dal 2016 al 2022, 56 anni, professore di management, Verona prende il posto di Gabriele Galateri di Genola e Suniglia, il manager ex Ifil ed ex ad Fiat che ha fatto carriera come uomo di fiducia di Umberto Agnelli, prima di diventare presidente di Mediobanca, Telecom Italia e infine Assicurazioni Generali. Verona dal 2022 è presidente del consiglio di sorveglianza della fondazione Human Technopole.

Uscente. Gabriele Galateri di Genola e Suniglia
Esce Galateri
Galateri ha completato il numero massimo di mandati consentiti e non era più rieleggibile, era presidente dell’Iit dal dicembre 2011, quando prese il posto di Vittorio Grilli, il primo presidente dell’istituto che arrivava direttamente dai piani alti del ministero del Tesoro e che lasciò l’incarico a Genova perché nominato viceministro dell’Economia nel governo Monti. Da fine ottobre scorso Grilli è presidente di Mediobanca, nominato dal nuovo azionista di controllo, Banca Mps, per volontà dei soci forti Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin.
Il ministero dell’Economia
L’Iit è posseduto dal ministero dell’Economi ma è organizzato come una fondazione di diritto privato, c’è un consiglio con un massimo di 15 componenti, in carica ce ne sono 12, che fissa gli indirizzi, approva le strategie di sviluppo e vigila sull’attività del comitato esecutivo di cinque componenti, che equivale al cda di un’azienda. Il presidente viene indicato dal ministero dell’Economia, dunque la designazione di Verona è da attribuire a Giancarlo Giorgetti.
Chi c’è nel consiglio
Fanno parte del consiglio esponenti del settore scientifico, economico, dell’industria e della società civile. Fino a oggi in carica ci sono 12 consiglieri, tre posti vacanti: Andrea Montanino dirigente e capo economista della Cassa depositi e prestiti ha il ruolo di “Chair”, cioè presidente (del consiglio), ma non è il presidente dell’Iit, questa qualifica spetta al presidente del comitato esecutivo, che prima era Galateri e ora è Verona. Gli altri componenti del consiglio sono Elena Goitini, Sergio Marullo di Condojanni, Alessandro Nasi, Gianluca Pettiti, Alessandro Profumo, Alessandro Rivera, Marcello Sala, Raffaele Squitieri, Francesco Stellacci, Simone Ungaro e, fino a oggi, Gianmario V.erona, il quale dovrebbe lasciare il consiglio per evitare un conflitto d’interessi con la doppia carica.
Il vero capo è il direttore scientifico
Il comitato esecutivo equivale al cda di un’azienda, ha un massimo di cinque componenti, fino alla nomina di Verona c’era un posto vacante. L’equivalente dell’ad di un’azienda è il direttore scientifico, che fa parte del comitato esecutivo. Dal 2020 il direttore scientifico dell’Iit è lo scienziato Giorgio Metta, in carica dal 2020. Metta giungerà a fine mandato entro il 2027 e dovrà essere scelto un nuovo direttore scientifico.

Ex direttore scientifico. Roberto Cingolani
L’èra Cingolani
Prima di lui il direttore scientifico era Roberto Cingolani, che è stato in carica dall’inizio dell’operatività dell’istituto, dal 2005, fino a settembre 2019, quando è stato assunto in Leonardo come Chief technology & innovation officer. Poi ha fatto il ministro della Transizione ecologica nel governo Draghi e dal 9 maggio 2023 è ad e dg di Leonardo.
Con l’ingresso nel gruppo industriale pubblico delle armi e aerospazio Cingolani ha lasciato l’Iit ma ha sempre avuto molta attenzione per il centro genovese, con il quale Leonardo ha anche collaborazioni per il supercalcolo e l’applicazione della robotica in ambito aerospaziale.
Influenza nelle nomine
Secondo indiscrezioni Cingolani avrebbe potuto giocare un ruolo nelle nomine al vertice dell’Iit, ma l’improvvisa e inattesa decisione del governo Meloni di non confermarlo al vertice di Leonardo (il 7 maggio l’assemblea degli azionisti nominerà al suo posto Lorenzo Mariani) lo ha indebolito.
Ungaro in consiglio
L’anno scorso con la spinta di Cingolani è stato nominato nel consiglio dell’Iit Simone Ungaro, l’alto dirigente di Leonardo assunto da Cingolani nel 2023 come capo dell’innovazione, promosso nel marzo 2025 condirettore generale per le strategie e l’innovazione. Ungaro era stato direttore generale dell’Iit negli anni in cui Cingolani ne era il direttore scientifico.
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