
di Gianni Dragoni
In anticipo rispetto al rinnovo del mandato alla guida di Leonardo, atteso nell’assemblea del 7 maggio, l’ad Roberto Cingolani ha deciso la nomina del nuovo direttore della comunicazione, Helga Cossu, giornalista ex Sky, assunta da Cingolani come dirigente nel 2023. Cossu è già dg di Fondazione Leonardo e Fondazione Ansaldo e “Chief digital identity, outreach and communication officer” di Leonardo.
Cingolani si comporta come se avesse la conferma in tasca nella tornata di nomine nelle maggiori controllate dello Stato, ci sono anche Eni, Enel, Poste, Terna, Enav. Tre anni fa l’ha voluto Giorgia Meloni, ereditato dal governo Draghi, nel quale era stato ministro della Transizione ecologica. Ma nelle ultime settimane il rapporto con la premier si sarebbe incrinato.
Michelangelo Dome
Secondo fonti vicine all’apparato militare industriale, alcuni annunci trionfalistici di Cingolani avrebbero irritato Giorgia. In particolare il Michelangelo Dome, progetto di sistema di difesa contro minacce dal
cielo, dunque uno scudo anti-missile, ma anche attacchi da terra, dal mare e informatici. Leonardo lo ha annunciato il 27 novembre. Ma di concreto non c’è nulla. Quando sarà operativo il nuovo sistema? “Non lo sappiamo”, aveva risposto Cingolani al Fatto. Aveva detto che quest’anno sarebbe cominciato lo studio “in team integrati tra l’industria e i militari, le prime soluzioni saranno funzionanti entro un paio d’anni”.
Figuraccia di Meloni con Francia e Germania
Ma gli squilli di tromba di Leonardo avrebbero indotto Meloni a dire in un vertice internazionale che l’Italia ha una soluzione per proteggere l’Europa dagli attacchi missilistici, rimediando una figuraccia con francesi e tedeschi. Questi si sarebbero irritati obiettando che Michelangelo è solo un’idea sulla carta. In Francia Thales ha annunciato un progetto anti-drone, Sky Defender, la Germania punta sull’Iron Dome israelo-americano.
Si scalda Folgiero
Anche i militari italiani avrebbero ironizzato sul Michelangelo e si lamenterebbero perché Leonardo non produce altri sistema di difesa, in particolare i droni. Dopo il referendum il mosaico delle nomine si è complicato, Meloni sta rivedendo a fondo molte posizioni. Cingolani avrebbe cercato l’appoggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto. In alternativa, si starebbe scaldando l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero.
(Quest’articolo di Gianni Dragoni è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano il 30 marzo 2026 con il titolo “Leonardo Vacilla Cingolani, il gelo sullo scudo aereo con Palazzo Chigi”)
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