Nomine, Zaia si autolancia alla presidenza Eni

di Gianni Dragoni

Sarà l’euforia per il record di preferenze (203.054) alle regionali in Veneto a far sì
che il leghista Luca Zaia non ponga limiti alle sue ambizioni, dopo 15 anni alla
presidenza della Regione. Alla trasmissione Mattino Cinque, dopo un servizio su uno
dei temi che _ insieme ai cascami della vicenda Garlasco _ sta appassionando i
telespettatori, la “casa nel bosco” di Palmoli, Zaia si è lasciato andare.
“Quello che farò in futuro non glielo so dire”, ha risposto al conduttore. “Di certo nel
futuro prossimo mi insedierò in Consiglio regionale cercando di dare una mano, ma
non come Grande fratello, ma mettendomi a disposizione. Non ho mai voluto che
qualcuno mi chiamasse per dirmi cosa devo fare”. Una parte del paese la vorrebbe in
altri ruoli? “Leggo di tutto, che dovrei fare il sindaco di Venezia, piuttosto che il
presidente del Consiglio regionale, il presidente dell’Eni, il ministro, il
parlamentare…” Il segretario della Lega? “Se ne leggono di tutti i colori…”.
Dietro la cortina fumogena si coglie una traiettoria precisa. Zaia, già ministro
dell’Agricoltura nel quarto governo Berlusconi, si autolancia all’Eni. Le nomine nelle
grandi partecipate pubbliche saranno il piatto forte dell’attività di governo nel 2026.
E il Doge potrebbe effettivamente essere un candidato forte alla presidenza della
società italiana più importante.
Si dice _ per ora _ che gli ad sarebbero in larga parte confermati (a meno che Flavio
Cattaneo dall’Enel non vada alle Generali), mentre ci sarà movimento sulle poltrone
di presidente, che danno pochi poteri ma prestigio e un ottimo stipendio, all’Eni
500mila euro lordi annui. Le quotazioni di Giuseppe Zafarana, premiato con la
presidenza della società energetica dopo aver fatto il comandante della Guardia di
finanza, sono in forte ribasso. E’ stato anche smentito dal procuratore nazionale
antimafia Giovanni Melillo sulla ricostruzione del ruolo di Pasquale Striano, il
finanziere accusato di numerosi accessi abusivi alle banche dati riservate, in
particolare sul ministro della Difesa Guido Crosetto, Striano gli era stato presentato
da Zafarana come “affidabile interlocutore”. Dà segni di stanchezza anche
l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, nominato presidente di Leonardo grazie a
Crosetto, perché l’ad Roberto Cingolani non gli fa toccare palla.

(Questo articolo di Gianni Dragoni è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano l’8 dicembre 2025 con il titolo “Luca Zaia Il Doge (auto) candidato forte come presidente Eni”)

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