Tasse sui grandi patrimoni, Italia paradiso dei ricchi

In Italia e a livello internazionale si infiamma il dibattito sull’ipotesi di introdurre una tassa patrimoniale, un’imposta che colpirebbe solo le grandi ricchezze. Per esempio Oxfam Italia propone una patrimoniale che colpirebbe la ricchezza netta (dedotti quindi i debiti, per esempio un mutuo) sopra i 5,4 milioni di euro per persona, con  una tassa dell’1% l’anno (esempio: su una ricchezza netta di 6 milioni si pagherebbero 6.000 euro l’anno), e aliquote crescenti per scaglioni superiori (il 2% sopra gli 8 milioni, il 3% sopra i 21 milioni). Le somme pagate per imposte sulla casa (Imu) verrebbero dedotte dalla tassa, per evitare una doppia imposizione. Ci sono anche altre proposte. La Cgil ha indicato la soglia dei 2 milioni di euro (esclusa la prima casa) per una tassa patrimoniale.

Di seguito un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano il 7 luglio 2025 che prende spunto da un referendum in Svizzera per introdurre una maxi-tassa di successione sui grandi patrimoni.

di Gianni Dragoni
Il prossimo 30 novembre in Svizzera si voterà un referendum popolare per introdurre una tassa del 50% sulle successioni e donazioni per i patrimoni di valore superiore a 50 milioni di franchi, corrispondenti a 53,5 milioni di euro. La proposta è stata promossa dalla Gioventù socialista e ha raccolto 130mila firme.
Si stima che la tassa potrebbe far incassare 6 miliardi di franchi l’anno, che verrebbero pagati da 2mila persone. Difficile che passi, ma la sola proposta preoccupa, non solo gli ultraricchi. I banchieri temono una fuga dei clienti verso paesi con una tassazione più favorevole ai Paperoni. Tra questi c’è l’Italia.

Le paure dei miliardari

Il miliardario Peter Spuhler ha dichiarato che potrebbe trasferirsi in Austria dove non ci sono tasse sulle eredità oppure in Italia, dove l’imposta oscilla dal 4% (per moglie, figli o genitori, ma non si paga nulla fino a un milione per ogni erede) all’8 per cento.

Ft: l’Italia accostata a un paradiso fiscale come Dubai

Le preoccupazioni dei banchieri svizzeri sono finite sulla prima pagina del Financial Times. “La nuova imposta collocherebbe la Svizzera sopra altre legislazioni come l’Italia, dove la tassa sulle successioni va dal 4 all’8%, o Dubai e Hong Kong che non hanno alcuna tassa sulle successioni o donazioni”, fa notare l’Ft, rimarcando che “Dubai e l’Italia hanno intensificato gli sforzi per attrarre i ricchi”. L’Italia insomma
viene accostata a uno dei maggiori paradisi fiscali del mondo. In Italia il gettito delle imposte di successione, circa 900 milioni all’anno, è tra i più bassi nei paesi Ocse. In Francia, con una pressione fiscale simile all’Italia, il gettito è di 21 miliardi.

Le proposte di tassazione al convegno Oxfam

Uno studio di Salvatore Morelli e altri economisti, presentato a un convegno di Oxfam, dice che sono soprattutto le piccole eredità a pagare le tasse di successione e questo aumenta la disuguaglianza: “oggi circa il 70% dell’onere tributario ricade sui lasciti sotto 1 milione di euro”. “L’imposta di successione non è progressiva: su un asse ereditario di valore superiore a 10 milioni grava un’aliquota media effettiva dell’1%, identica a quella che colpisce eredità tra zero e 20mila euro”. Secondo un altro studio, condotto da Elisa Palagi e altri economisti del Sant’Anna, una patrimoniale dell’1,36% sui miliardari in Italia darebbe un gettito di 2 miliardi l’anno. Ma il governo di Giorgia Meloni non è interessato ad andare in questa direzione.

(Quest’articolo di Gianni Dragoni è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano del 7 luglio 2025 con il titolo “Eredità Roma attrae i milionari in fuga dalla tassa di successione”)

PS: In Svizzera la proposta di un super imposta sulle successioni è stata ampiamente respinta nel referendum popolare svoltosi il 30 novembre 2025. Il 78,3% dei votanti ha detto no all’iniziativa della Gioventù Socialista, solo il 21,7% ha detto sì, con una partecipazione al voto del 42,9% a livello nazionale.