Scalata Mps-Mediobanca, quell’assoluzione di Consob a Caltagirone & C.

di Gianni Dragoni

La controversa scalata del Monte dei Paschi a Mediobanca ha una coda giudiziaria che potrebbe riservare colpi di scena. Non solo per l’indagine della Procura di Milano nella quale Francesco Gaetano Caltagirone (nella foto), il presidente di  Delfin Francesco Milleri, l’ad di Mps Luigi Lovaglio sono accusati di aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza per presunto “concerto”.

C’è un altro aspetto da evidenziare, ed è la forte oscillazione delle azioni di Mps in seguito ad alcune notizie. Appena si è saputo che i tre sono indagati, il 27 novembre, le azioni Mps hanno chiuso con un -4,56% a 8,33 euro (da 8,73). I ribassi sono proseguiti fino a 7,59 euro del 5 dicembre, -13% dal 26 novembre.

Sabato 6 dicembre Il Sole 24 Ore ha pubblicato la notizia che secondo una relazione Consob alla data del 15 settembre “non c’è stata un’azione di concerto” nella scalata. Il parere Consob è fondamentale per la Procura. Lunedì 8 dicembre le azioni di Mps sono risalite del 4,3% e anche nei giorni successivi ci sono stati rialzi, fino a 8,16 euro del 12 dicembre.

Ma la storia non finisce qui. Il 7 dicembre il Corriere della sera ha puntualizzato, citando “fonti vicine” alla Consob, che la relazione del 15 settembre fotografa la situazione nel giorno finale dell’Opas su Mediobanca, che poi si sarebbe riaperta dal 16 al 22 settembre. In quel momento Consob non aveva ancora gli atti d’indagine della Procura, trasmessi dai pm solo dal 27 novembre. Come dire che il giudizio del 15 settembre non è definitivo, la Consob continua la collaborazione con la Procura.

Investitore. Giuseppe Bivona

La notizia della presunta “assoluzione” Consob sulle accuse di concerto ha prodotto un effetto positivo per i soci di Mps dopo le perdite dei giorni precedenti. Tra i soci c’è Caltagirone con il 10,26%, un pacchetto che dal 26 novembre al 5 dicembre si era deprezzato di 350 milioni (e anche le azioni  Caltagirone Spa hanno subìto ribassi), ma poi ha dimezzato la perdita. Il 17,5% di Delfin si era deprezzato di 600 milioni. L’investitore Giuseppe Bivona ha presentato un esposto in Procura, chiede se sia stata commessa una manipolazione informativa con la pubblicazione della relazione Consob. Chi ne era in possesso? Oltre alla Consob e alla Procura, anche gli avvocati degli indagati avrebbero potuto averla con l’accesso agli atti.

(Questo articolo di Gianni Dragoni è stato pubblicato sul Fatto Quotidiano del 15 dicembre 2025 con il titolo “Mediobanca la Consob assolve Calta & C. Cosa non torna”)

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