Mbda Italia verso un miliardo di ricavi. Fincantieri? “Un cambio epocale”

 
 
L’uscita di Giuseppe Bono dal vertice di Fincantieri è “un cambio epocale”, tuttavia l’arrivo di nuovi vertici dall’esterno non dovrebbe avere “un impatto” sui rapporti con Mbda, la società missilistica che ha clienti molto importanti nel settore navale. Questo il commento di Lorenzo Mariani (nella foto in apertura), amministratore delegato di Mbda Italia e direttore centrale vendite dell’omonimo gruppo missilistico europeo, partecipato da Leonardo (25%), insieme ai soci francesi e britannici (Airbus e Bae Systems hanno ciascuna il 37,5% del capitale).

Il cambio a Fincantieri

La nomina di esterni al vertice di Fincantieri, da qualcuno definiti “incompetenti” (non da Mariani), che impatto avrà sull’industria e su Mbda? “Impatto direi di no. Abbiamo un ottimo rapporto con Fincantieri che va oltre il presidente e l’amministratore delegato”, ha risposto Mariani. “Lavoriamo sulle Fremm e sulle Ppa. Stiamo cercando di aprire anche un discorso per i sottomarini. Un cambio certo epocale, perché con Peppino Bono ci conosciamo da tanto tempo“.

Veterano. Giuseppe Bono (secondo da destra)

Folgiero e Mariani

Anche il nome di Mariani era stato ipotizzato come un potenziale candidato alla sostituzione di Bono, il manager ex Efim ed ex Finmeccanica che il governo ha sostituito per ragioni di età, ha compiuto 78 anni il mese scorso, è stato alla guida di Fincantieri per 20 anni. Facciamo notare che il premier, Mario Draghi, ha 74 anni e mezzo. Il nuovo a.d. designato dall’azionista di maggioranza Cdp, su indicazione di Palazzo Chigi, è Pierroberto Folgiero, da una decina d’anni a.d. della società che fa impianti industriali Maire Tecnimont (si è dimesso ieri, al suo posto è stato immediatamente nominato il Cfo  Alessandro Bernini, segno che la nomina non ha colto di sorpresa il patron del gruppo, Fabrizio Di Amato). Folgiero non si è mai occupato di costruzione di navi né dell’industria della difesa, ha una carriera come Cfo in varie aziende, eccetto nel periodo dal 2008 al 2010 in cui è stato responsabile della finanza alla Tirrenia di navigazione (traghetti), guidata da un altro immarcescibile boiardo, Franco Pecorini.

Traghetti. Una nave Tirrenia

Graziano, il binocolo e La Russa

Alla presidenza di Fincantieri, al posto dell’ambasciatore Giampiero Massolo, che il 29 aprile traslocherà dai Benetton alla presidenza di Atlantia, Cdp ha proposto Claudio Graziano, un generale di Corpo d’armata che le navi le avrà viste al massimo col binocolo, perché è un alpino, è stato capo di Stato maggiore dell’Esercito (dal dicembre  2011) e capo di Stato maggiore della Difesa (28 febbraio 2015-5 novembre 2018). Un nome gradito al centro-destra, il 10 febbraio 2010 è stato nominato capo di gabinetto del ministro della Difesa Ignazio La Russa nel quarto governo di Silvio Berlusconi. Dal 5 novembre 2018 è presidente del Comitato militare dell’Ue, incarico in scadenza. Molti militari e diversi osservatori dell’industria sono scontenti di questa scelta, ritenendo che sarebbe stato più adatto un ammiraglio. Forza Italia aveva messo sul tavolo anche il nome dell’imprenditrice Luisa Todini, ex europarlamentare, attiva nei salotti romani ma anche per 15 anni presidente del Forum Italo Russo voluta da Berlusconi, fino al giugno del 2019, quando è stata sostituita dal leghista Ernesto Ferlenghi.

Forza Italia. Ignazio La Russa

Il missile antinave Teseo

Parlando dei risultati, Mariani ha detto che “è sulle nuove tecnologie e sui nuovi prodotti che si fonda il primo indice di successo del 2022 di Mbda Italia”. L’esempio “più indicativo” è rappresentato dalla configurazione Aesa per il seeker del nuovo missile antinave Teseo Mk2/E che Mbda sta sviluppando per la Marina italiana. L’azienda ha reso noto che “è stata formalmente esercitata l’opzione prevista sul contratto – annunciato lo scorso anno – che prevede lo sviluppo del nuovo missile.”

Export, dal Qatar all’Egitto

Il gruppo è molto attivo nei contratti con l’export, tra i paesi in cui ci sono già contratti e attività di rilievo Mariani ha citato Qatar, “dove non andremo per i mondiali di calcio ma andremo con i nostri armamenti”, Egitto, Kuwait, Pakistan, Emirati Arabi Uniti e la ripresa di trattative con la Turchia interrotte da molti anni.

Effetto Putin. Il presidente russo

La guerra Russia-Ucraina

Dalla guerra della Russia in Ucraina “non abbiamo avuto alcun impatto, nessuna disruption. Nel medio periodo dovremo affrontare il costo dell’energia, costi e disponibilità di materie prime. Abbiamo uno stock, ma un livello di attenzione c’è, sono già in piedi contromisure”, anche se i potenziali problemi nelle forniture “non sono così come in Fincantieri o nella produzione di velivoli”. Sulle “richieste operative urgenti” fatte dai governi a Mbda in seguito alla guerra della Russia in Ucraina, cui ha fatto cenno l’a.d. del gruppo Eric Béranger il 6 aprile scorso, Mariani ha detto che “sono tutte coperte da un livello di segretezza altissimo. Sono legate non tanto a vicende urgenti in Ucraina ma a situazioni che evolvono in quell’area”.

Missili. Il lancio di un Aster

Un centinaio di missili Aster

Molto importante una trattativa con l’agenzia europea Occar per un contratto per una fornitura di missili Aster all’Italia e in parte alla Francia, Mariani ha parlato di un centinaio di missili

Alpino sulle navi. Claudio Graziano

Risultati record

Il gruppo ha raggiunto nel 2021 risultati economici migliori di quelli pre-Covid. I ricavi consolidati sono aumentati alla cifra record di 4,2 miliardi, rispetto a 3,6 nel 2020 e 3,7 miliardi nel 2019, per metà nei paesi domestici (i tre che sono soci oltre a Germania e Spagna) e per metà all’export. I nuovi ordini sono aumentati a 5,1 miliardi (3,3 nel 2020 e 3,6 nel 2019), il portafoglio ordini ha raggiunto i 17,8 miliardi, il precedente picco era stato nel 2019 con 17,5 miliardi, nel 2020 c’era stata una discesa a 16,6 miliardi.

La crescita di Mbda Italia

L’incremento atteso delle spese per la difesa in Europa al 2% del Pil, obiettivo richiesto dalla Nato (cioè dagli Usa) fa stimare un’ulteriore crescita degli ordini, dei ricavi e dell’occupazione nei prossimi. “E’ saggio un approccio graduale come ha detto il ministro della Difesa”, ha osservato Mariani. Anche Mbda Italia, più piccola delle consorelle di Francia e Gran Bretagna, è in una fase di crescita robusta. Secondo i dati resi noti da Mariani, nel 2021 gli ordini acquisiti da Mbda Italia sono aumentati da 366 a 629 milioni, i ricavi da contratti sono cresciuti da 371 a 685 milioni, non altrettanto la redditività: l’utile operativo (Ebit) è di 35 milioni, un milione in meno del 2020.

Obiettivo un miliardo

Il portafoglio ordini è di 3.033 milioni (3.090 nel 2020), l’organico è aumentato da 1.497 a 1.590 dipendenti, è previsto un ulteriore incremento quest’anno a circa 1.700 addetti. “I primi tre mesi del 2022 confermano un trend positivo, ricavi e cassa sopra le aspettative. L’obiettivo sfidante _ ha spiegato Mariani _  è arrivare a un miliardo di ricavi da contratti nell’anno“.