Eni, lo stipendio e il conflitto di Descalzi: la precisazione della società

L’Eni ha inviato una lettera di precisazione sulle vicende giudiziarie dell’a.d. Clauidio Descalzi citate nell’articolo “Eni, lo stipendio di Descalzi” pubblicato oggi. Pubblichiamo la lettera della società, che è stata riportata anche in coda all’articolo.

“Gentile Dottor Dragoni,

pur non commentando l’elaborazione giornalistica, in merito all’articolo da lei pubblicato sul suo blog, dal titolo “Eni, lo stipendio di Descalzi”, teniamo a precisare che non vi è alcun “processo” in corso in merito al potenziale conflitto di interesse da lei citato (e come affermato nell’articolo).

L’ipotesi attualmente al vaglio delle indagini, che sono in corso di svolgimento, concerne sia l’effettiva proprietà da parte della Signora Ingoba di un gruppo operante nei servizi marittimi, sia il periodo di effettivo possesso, sia, infine (ciò che sarebbe l’eventuale fattispecie del reato), la mancata comunicazione da parte dell’AD di Eni al Consiglio di Amministrazione. L’AD ha già fornito al Consiglio ogni chiarimento in merito alla sua mancanza di conoscenza delle circostanza e dei presupposti oggetto di indagine: tutta la vicenda, inoltre, è già stata oggetto di verifiche di consulenti terzi, indipendenti ed esterni a Eni indicati dagli organi di controllo della società. Queste verifiche non hanno individuato irregolarità rispetto alla contestazione di cui all’indagine o smentito la veridicità delle dichiarazioni dell’AD.

Anche per quanto riguarda il procedimento Nigeria, teniamo a ribadire l’estraneità di Eni e del suo AD da qualsiasi condotta illecita e, anche alla luce della totale e provata infondatezza delle accuse formulate dal principale testimone dell’accusa: attendiamo con fiducia che la sentenza, di prossima emissione, confermi la correttezza dell’operato di Eni. Tale correttezza era, come noto, già stata verificata da indagini indipendenti svolte da tempo. È anche il caso di ricordare che sia il Dipartimento di Giustizia americano, sia l’organo di controllo dei mercati (Securities and Exchange Commission) hanno chiuso le proprie verifiche sull’operato di Eni in Nigeria (la Sec anche sul Congo) senza intraprendere iniziativa alcuna.

Per completezza di informazione, le chiediamo di pubblicare questa nostra precisazione.

Grazie, cordiali saluti.”

UFFICIO STAMPA ENI

Poteri Deboli prende atto della precisazione. Descalzi è indagato, non c’è un processo, per la vicenda del conflitto d’interessi per gli appalti per oltre 300 milioni di dollari assegnati dall’Eni in Congo a presunte società della moglie Maria Magdalena Ingoba (nella foto in apertura). Attendiamo tutti con fiducia che la magistratura faccia su tutti gli episodi oggetto di indagine e/o del processo: Nigeria, conflitto d’interessi e il presunto depistaggio delle indagini (G.D.).