La “confessione” del manager che lascia Leonardo

Pubblico in questo articolo la lettera che mi ha inviato ieri via Facebook Alessio Facondo, capo della divisione Aerostrutture del gruppo Finmeccanica, ora Leonardo, la società controllata dallo Stato che produce elicotteri, aerei, armi, radar, satelliti, droni, apparecchiature elettroniche per la difesa. Da maggio 2015 l’ingegner Facondo, bresciano, è responsabile degli stabilimenti dell’aeronautica, tutti nel Sud, che producono aerostrutture, cioè parti della fusoliera di aerei, per clienti come Boeing, Airbus, Bombardier, Atr.

L’articolo del Sole 24 Ore

Facondo risponde a un articolo che ho scritto sul Sole 24 Ore, pubblicato il 25 settembre, anticipando la notizia che è in uscita dal gruppo Leonardo. Nell’articolo ho parlato dei problemi che permangono nella divisione aerostrutture, ha i conti in rosso e problemi di qualità della produzione e di puntualità nelle consegne. Negli ultimi anni, nel 2016 e nel 2017, Leonardo è stata messa tre volte in procedura di “probation”, due volte da Boeing e una volta da Bombardier, per la durata complessiva di parecchi mesi. Significa che i clienti hanno fatto una contestazione formale di non conformità dei pezzi prodotti e ritardi. La “probation” è la contestazione formale più grave che un cliente possa fare a un fornitore e comporta maggiori costi a carico del fornitore contestato, come se fosse in una lista nera. Il cliente invia ispettori e tecnici nello stabilimento del fornitore (che deve pagare il loro costo e la trasferta), c’è del lavoro extra da fare per correggere i difetti. Se il fornitore non riesce a mettersi a posto, il cliente può anche revocargli il contratto.

Dreamliner. Il Boeing 787

La lettera di Facondo

Pensavo che la lettera di Facondo fosse un messaggio personale, ma poi su Facebook ho visto alcuni commenti e “like” dei suoi “amici”. Quindi è un “post” pubblico, come fosse una lettera aperta. Pertanto la pubblico. La situazione di Leonardo interessa decine di migliaia di persone ed è raro poter avere una testimonianza in diretta di un manager di questo livello. Ecco il testo completo:

“Caro Gianni Dragoni,

ho letto con sorpresa e disappunto l’articolo che mi riguarda, a sua firma, apparso oggi sul Sole 24 Ore. Ci sono molte imprecisioni per le quali e’ facile trovare smentita, magari contattando i nostri clienti. Siamo usciti da tutte le procedure di probation , da più di un anno quella del 787 , più recenti quella del 767 e Bombardier. Nel 2018 abbiamo ricevuto il premio “ best performing supplier “ di Airbus, recentemente Boeing ci ha accreditato come miglior fornitore del programma 787. Nel 2015 eravamo il fornitore peggiore di Boeing ed ho forzato la mano verso la probation, verso la consapevolezza che la qualità è un bene primario. È il bene primario. I miglioramenti messi in atto per uscire dalla probation e per migliorare le performance economiche hanno portato il sito di Grottaglie (che lavora solo per il programma Boeing 787) ad un incremento del 40% della produzione (quando sono arrivato si producevano 10 fusoliere/mese , oggi se ne producono 14/mese) e nel contempo abbiamo ridotto l’impatto delle ditte esterne sullo stabilimento riducendo la manodopera del 30%. In questi 3 anni abbiamo inoltre portato in casa altri pacchetti di lavoro a completamento del programma. Da tempo consegnamo in free pass e siamo in anticipo con la produzione di 10 serie. Potrà avere i dettagli direttamente da Boeing. Ho ritenuto scriverle, non tanto per me che lascio l’azienda , ma perché il suo articolo non rende giustizia a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questi risultati. Le auguro buon lavoro,”

firmato Alessio Facondo (su Facebook)

A Pomigliano. Luigi Di Maio con i vertici di Leonardo

Alcune domande

Questa lettera non smentisce quanto ho scritto. Facondo conferma la notizia più importante, cioè che lascia l’azienda. Conferma che la “sua” divisione ha subìto tre procedure di contestazione con “probation” in meno di due anni. Credo sia il primato mondiale delle “probation” nell’industria aeronautica. Non mi pare ci sia da vantarsene. Eppure Facondo rivendica come un merito di aver “forzato la mano verso la probation” di Boeing. Si riferisce alla prima procedura di contestazione, riferita alle produzioni delle fusoliere del 787 (il Dreamliner per i voli a lungo raggio) fatte nel moderno stabilimento di Grottaglie (Taranto), comunicata il 16 luglio 2016 e durata quattro mesi e mezzo. Le altre due sono durate di più.

Ho alcune domande.

  1. Chiedo a Facondo quanto è costata a Leonardo la “probation” per il Boeing 787, la prima, cominciata il 15 luglio 2016 e durata 4 mesi e mezzo? Ricordo che l’allora a.d. del gruppo, Mauro Moretti, non era lieto di aver ricevuto la lettera di contestazione da Boeing, il cliente principale della divisione aerostrutture.
  2. Chiederei a Leonardo, in particolare a Moretti ed eventualmente al successore come a.d. del gruppo, Alessandro Profumo: i costi di quella prima “probation” sono stati addebitati a Facondo? o il manager ha invece avuto un premio?
  3. Se davvero quella “probation” fosse stata una mossa deliberata, i piccoli azionisti di Leonardo potrebbero chiedere i danni a Facondo? Ma forse il manager esagera: la “probation” è scatatta perché Boeing non ne poteva più del lavoro non finito, dei difetti sulle sezioni di fusoliera, dei ritardi nelle consegne che rischiavano di ritardare le consegne degli aerei alle compagnie aeree.
  4. Per recuperare tempo, Leonardo ha noleggiato voli del gigantesco aereo da trasporto cargo Antonov per spedire negli Stati Uniti i pezzi completati in ritardo per Boeing, anziché spedirli via nave. Facondo sa dirci quanto è costato in più il trasporto con l’Antonov?
  5. Quanti milioni di euro sono costate a Leonardo tutte le probation subite?
  6. Alla fine di tutto però, una cosa ancora non ci è chiara: Facondo, perché lascia Leonardo?
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