Profumo di nomine nell’ex Finmeccanica

Neanche il tempo di celebrare i 70 anni dell’ex Finmeccanica, che ora si chiama Leonardo, ma a chiamarla così sono solo il “ferroviere” Mauro Moretti e pochi altri. Alessandro Profumo è pronto a varare una nuova riorganizzazione in piazza Monte Grappa. L’ex banchiere chiamato da Paolo Gentiloni a guidare il gruppo delle armi e dell’aerospazio sta per ufficializzare in queste ore una serie di nomine di alto livello.

Intanto il gruppo ha ufficializzato la vendita in Polonia di altri 4 aerei addestratori M346, una commessa “di oltre 115 milioni di euro”, ha detto Leonardo.

Addestratori. L’M346 venduto alla Polonia

Effetto domino

Le nomine sono l‘effetto domino innescato dalla decisione di promuovere l’ingegner Marzo Zoff, il dirigente che Profumo, appena nominato dieci mesi fa, ha voluto come suo “chief of staff” (detto più prosaicamente assistente), a guidare la nuova direzione per il controllo dei costi su acquisti e fornitori della “One company” Leonardo.

Tremano i capi degli acquisti delle sette divisioni dell’ex Finmeccanica: anche se dal punto di vista gerarchico continueranno a dipendere dai rispettivi capi divisione, dovranno interfacciarsi dal punto di vista funzionale con il giovane inegnere. Cosa non semplice. Zoff è nato il 21 dicembre 1973 a Torino, quando il padre, il leggendario Dino Zoff, era portiere della Juventus, dove ha giocato 11 anni.

Leggenda. Dino Zoff (a sinistra) con Stefano Tacconi

Il “Cottarelli” dell’ex Finmeccanica

Zoff sarà il «chief of procurement & supply chain officer». Da questa mossa Profumo si aspetta un forte contributo al risparmio di costi previsto dal piano industriale 2018-2022 (200 milioni di euro annui a regime, da raggiungere prima dell’ultimo anno di piano). Profumo chiama Zoff “Mister Costi” o anche “il Cottarelli di Leonardo”.

Si può augurare a Zoff(e a Profumo) miglior fortuna di Carlo Cottarelli: nominato dall’ex premier Mario Monti commissario alla “spending review”, produsse un rapporto, teorico, che individuava sulla carta almeno 20 miliardi di tagli alla spesa pubblica.

Il rapporto finì nel cassetto e Cottarelli fu rispedito a Washington al Fmi. Adesso è tornato in Italia, ingaggiato dall’univeristà Cattolica a Milano, e sforna continuamente rapporti sulla spesa pubblica. Lezioncine su come risparmiare che trovano ampio spazio sui giornali. Cottarelli viene osannato soprattutto da Repubblica e Corriere della sera. Chi conosce Zoff assicura che il figlio del leggendario portiere della Juventus e della nazionale intende incidere nell’attività del gruppo e nei risultati, non certo rischiare di diventare un editorialista o capo ufficio studi dei tagli come Cottarelli.

Tagli di spesa, sulla carta. Carlo Cottarelli (foto Ansa)

Doppio incarico per Zoff

Non c’è solo questa carica per Marzo Zoff. Profumo ha già comunicato che verrà nominato anche amministratore delegato della società che fornisce servizi generali al gruppo, dagli immobili al riscaldamento fino agli appalti delle pulizie. Zoff diventerà amministratore delegato di Leonardo Global Solutions (Lgs), la ex Finmeccanica Group Services. Così dovra dividersi tra la sede di piazza Mone Grappa nel quartiere Prati e gli uffici di Lgs, in via Pastrengo, vicino al ministero dell’Economia e alla stazione Termini.

La nomina sarà formalizzata dall’assemblea dei soci di Lgs, ai primi di aprile, Zoff andrà al posto di Francesco Ramacciotti, uno dei dirigenti che il predecessore di Profumo, Moretti, aveva portato con sé dalle Ferrovie nel 2014.

Quintano “chief of staff”

Al posto di Zoff verrà nominato “chief of staff” di Profumo un giovane dirigente di cui tutti parlano bene, Francesco Quintano, che in passato è stato anche assistente di Alessandro Pansa, l’ex Cfo ed ex a.d. di Finmeccanica scomparso il 12 novembre dell’anno scorso.

Soccodato all’Innovazione

Un’altra mossa di Profumo, non ancora ufficializzata, è lo spostamento di Giovanni Soccodato, attuale direttore strategie e M&A, alla guida dell’Innovazione. Oggi nel gruppo c’è un primo riporto di Profumo nell’area dell’innovazione affidato a Luciano Marcocci, come Cto (Innovazione e governance tecnologica). Marcocci dovrebbe andare sotto Soccodato

Innovatore? Giovanni Soccodato, attuale responsabile strategie dell’ex Finmeccanica

Spacchettate in tre le attività di Lalli

Secondo indiscrezioni, nella riorganizzazione fatta per creare questa posizione verranno anche spacchettate le competenze finora attribuite a Francesco Lalli, attuale responsabile dei Programmi di finanziamento nazionale e comunitario. L’attività di Lalli verrebbe spacchettata tra Soccodato, tra il Chief commercial officer Lorenzo Mariani e Raffaella Luglini, l’ex responsabile Investor relations che Profumo ha promosso affidandole la direzione di Relazioni esterne, Comunicazione, Rapporti istituzionali, Investor relations e Sostenibilità: un accentramento di poteri che in quest’area nessuno ha mai avuto nella storia di Finmeccanica.

Il “potere rosa”

Da dicembre Luglini è anche presidente della Fondazione Ansaldo, in novembre è entrata nel consiglio dell’associazione Civita e lo scorso luglio nel consiglio dell’Aiad. Luglini è tra le dirigenti donne che con la gestione Profumo è diventata un pilastro nella struttura dell’ex Finmeccanica.

L’altra è Simonetta Iarlori, che Profumo ha prelevato dalla Cdp per nominarla “Chief People, Organization and Transformation Officer”, molto più di un capo del personale, come era il predecessore, Domenico Braccialarghe. Tra l’altro Iarlori tiene i rapporti con i consulenti esterni chiamati a supportare la riorganizzazione dell’area del personale. Il “potere rosa” in piazza Monte Grappa è completato dall Cfo Alessandra Genco.

Chief People. Simonetta Iarlori (a destra), da Cdp a Leonardo

Commessa in Polonia

Leonardo ha annunciato oggi di aver firmato con il ministero della Difesa polacco “un contratto per la fornitura di quattro ulteriori velivoli addestratori M346”. Verranno consegnati entro il 2020 e “si uniranno alla flotta di otto aerei già in servizio presso l’aeronautica militare polacca”. Il contratto – comunica la società – ha un valore di oltre 115 milioni di euro e include opzioni per altri quattro aerei e il relativo supporto logistico. “L’addestramento sarà una parte sempre più importante dell’offerta di Leonardo, come illustrato nel piano industriale 2018-2022 dell’azienda”, ha commentato Profumo  Il titolo Leonardo è in rialzo del 2,25% a 9,546 euro. Ma nell’ultimo anno ha perso il 28 per cento.
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