Fincantieri, Folgiero chiama Pigozzi da Mediobanca

 

“Non è Alessandro Profumo che mi ha messo in Fincantieri“. Pierroberto Folgiero, il manager voluto da Palazzo Chigi alla guida del colosso navale benché inesperto di industria navale e di difesa (ma la competenza nelle nomine nelle società pubbliche pare non contare), lo ha ripetuto più volte in questi mesi, da quando è stato nominato il 16 maggio

L’asse Funiciello-Profumo

Secondo voci Folgiero sarebbe stato segnalato a Francesco Giavazzi, consigliere del premier Mario Draghi, da Antonio Funiciello, capo di Gabinetto di Draghi (ancora per poco) e già capo della segreteria di Paolo Gentiloni. Prima della chiamata di Draghi Funiciello era direttore della rivista della Fondazione Leonardo Civiltà delle macchine, voluto da Profumo, il quale nel maggio 2017 era stato nominato alla guida dell’ex Finmeccanica proprio da Gentiloni. Adesso Profumo ha finalmente un manager con cui può dialogare in un gruppo con il quale Leonardo ha molti rapporti d’affari, dopo le liti furibonde con il precedente a.d. Giuseppe Bono, esperto di industria della difesa internazionale. Peccato che il suo mandato, il secondo in Leonardo, scada a maggio 2023 e che, con la Destra al governo, le chance dell’ex banchiere di area Pd di essere confermato siano quasi a zero.

Dall’impiantistica. Pierroberto Folgiero (primo da sinistra)

Incroci con Gubitosi

Alcuni attenti osservatori hanno notato anche un incrocio tra Folgiero e Luigi Gubitosi quando i due dirigenti lavoravano in Wind Telecomunicazioni. Nel cv di Folgiero, pubblicato sul sito di Fincantieri, si legge che “dal 2000 ha ricoperto varie posizioni nell’area Amministrazione Finanza e Controllo di Wind Telecomunicazioni e nel 2006 quella di Corporate development director”. Gubitosi è stato nominato direttore finanziario di Wind il primo agosto 2005, dal primo luglio 2007 al 27 aprile 2011 è stato a.d. della società. Dunque i due manager hanno convissuto nella stessa azienda per quasi tre anni, finché Folgiero nel 2008 è passato alla Tirrenia.

Sale il fedelissimo

Una delle prime decisioni di Folgiero è stata la nomina a capo del personale di Fincantieri di Luciano Sale, al posto di Carlo Cremona. Sale è stato capo delle relazioni industriali di Wind da dicembre 2003 a settembre 2011, dunque era nell’azienda telefonica anche nel periodo in cui c’erano Folgiero e Gubitosi. Sale si definisce “un sociologo con la passione delle risorse umane” ed è un fedelissimo di Gubitosi, che poi lo voluto con sé a fare il capo del personale sia in Alitalia (lo ha assunto nonostante l’azienda fosse commissariata e dovesse tagliare il personale) sia in Telecom, da cui se n’è andato il 30 novembre 2021, quattro giorni dopo le dimissioni di Gubitosi.

Le Bourget. Guido Crosetto tra Roberta Pinotti e Caio Mussolini

Folgiero non piace a Crosetto

Non sappiamo se anche Folgiero si interessi di sociologia. E’ laureato in Economia, alcuni lo definiscono un brillante manager, nella Maire ha firmato bilanci positivi ed era molto ben pagato (nel 2021 ha guadagnato 5,93 milioni lordi tra stipendio, bonus e azioni premio). La sua nomina in maggio è stata criticata dalla Destra, sia dalla Lega sia da Guido Crosetto, il presidente dell’Aiad (l’associazione delle industrie aerospaziali e della difesa) che è cofondatore di Fratelli d’Italia e consigliere molto vicino a Giorgia Meloni, probabile futura premier. Per evitare sgambetti, avendo davanti più di due anni e mezzo di mandato, Folgiero sta cercando contatti a Destra. Starebbe cercando di incontrare Meloni con la sponda, si dice, del portavoce della comunità ebraica romana, Daniel Funaro. Dopo la pubblicazione di questo articolo una fonte vicina a Funaro ha precisato che non ci sono contatti con Folgiero, anche se i due si conoscono.

Graziano e La Russa

Pare non abbia problemi invece Claudio Graziano, il generale nominato presidente di Fincantieri nel nuovo cda. E’ un alpino, non sa di navi. Ma è stato capo di Gabinetto di Ignazio La Russa quando il neopresidente del Senato (FdI) era ministro della Difesa nel quarto governo Berlusconi nel 2010 e 2011, quando Giorgia Meloni era ministro per la Gioventù. E questo, con la Destra al governo, dovrebbe bastare a proteggerlo.

Da Mediobanca. Lorenza Pigozzi

La scelta di Pigozzi

Dopo la cacciata di Cremona, del d.g. Fabio Gallia con lauta buonuscita (carica subito attribuita dal cda a Folgiero), di Laura Luigia Martini, ex direttore Business development voluta da Bono e, si sussurra in Fincantieri, raccomandata da Gianni Letta, Folgiero sta per varare una serie di nomine importanti nella struttura. Nei prossimi mesi dovrà presentare il nuovo piano industriale e chiarire ai mercati finanziari se il gruppo ha bisogno di una ricapitalizzazione (dopo la semestrale in rosso per 234 milioni il bilancio 2022 sarà in forte perdita), cercando di far risalire le quotazioni di Fincantieri in Borsa. Le azioni hanno perso il 30% negli ultimi 12 mesi. Una figura chiave che l’a.d. ha individuato per rafforzarsi è la dirigente di Mediobanca Lorenza Pigozzi (nella foto in apertura), direttore della comunicazione e delle relazioni istituzionali in Piazzetta Cuccia, dove lavora dal 2001. Una donna al vertice di Fincantieri per Folgiero, prima di affrontare il duello con Meloni. Basterà?