Leonardo, nel cda Carmine America raddoppia lo stipendio

Carmine America, l’ex compagno di scuola del “capo politico” del M5S, Luigi Di Maio, al liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano, raddoppierà il suo stipendio grazie alla nomina nel consiglio di amministrazione di Leonardo, il colosso dell’industria di Stato delle armi e aerospazio.

Assemblea a porte chiuse

La nomina sarà approvata mercoledì 20 maggio dall’assemblea degli azionisti, che eleggerà (a porte chiuse) 12 consiglieri per i prossimi tre anni, votando due liste di candidati presentate dall’azionista di controllo, il ministero dell’Economia (30,2% del capitale), e da un gruppo di fondi con l’1,35% del capitale. In base allo statuto sociale, dovrebbero essere eletti otto consiglieri della lista del Mef (che ne ha candidati 10) e quattro della lista dei fondi (che ha solo quattro candidati). L’amico del ministro Di Maio è il numero 3 della lista Mef, subito dietro il nuovo presidente designato Luciano Carta e l’a.d. riconfermato, Alessandro Profumo. Dunque la posizione di America è blindata.

Comando. Luigi Di Maio con i vertici di Leonardo a Pomigliano

Compenso 80mila euro più i gettoni

Per i nuovi consiglieri il Mef ha previsto un compenso fisso di 80.000 euro annui lordi, identico a quello del cda in scadenza (e a quelli di Eni ed Enel), più i gettoni di presenza per le sedute e il compenso aggiuntivo per i comitati “endoconsiliari”, che di solito elevano il compenso di ciascuno oltre i 100mila euro annui. Discorso a parte per gli amministratori esecutivi, nel 2019 il presidente uscente Gianni De Gennaro ha percepito 502mila euro e l’a.d. Profumo 1,748 milioni lordi (1,66 milioni di stipendio, il resto è in azioni gratuite).

Discorso. Carmine America

Basta la presenza

Dunque Carmine America, 35 anni (è nato ad Avellino il 18 gennaio 1985), che come “esperto di questioni internazionali, sicurezza e difesa” del ministro degli Esteri Di Maio già viene pagato dallo Stato 80.000 euro lordi annui, con l’ingresso nel cda di Leonardo raddoppierà i suoi guadagni annui ad almeno 160.000 euro lordi. Ma poiché con la partecipazione ai comitati e con i gettoni di presenza di Leonardo potrà facilmente superare i 100.000 euro, potrà arrivare a un totale di oltre 180.000 euro l’anno. Per guadagnarsi tutto questo, a parte il ruolo di “esperto” accanto a “Giggino”, gli basterà partecipare a una decina di riunioni all’anno (nel 2019 il cda di Leonardo si è riunito 10 volte), senza responsabilità di ottenere risultati. Basta la presenza.

I voli negli Usa: chi paga?

C’è un altro potenziale beneficio per America, il rimborso spese dei viaggi e dei costi sostenuti, che spetta ad ogni consigliere, per partecipare alle sedute del cda. La moglie, Teresa Fornaro, è astrobiologa e ha studiato per alcuni anni negli Stati Uniti, alla Carnegie Institution a Washington, fino a novembre scorso. Da novembre 2019 _ secondo il profilo Linkedin _ è “staff research scientist” all’Istituto nazionale di astrofisica a Firenze. Se la moglie Teresa dovesse tornare negli Usa e Carmine volesse raggiungerla, i viaggi per l’Italia li pagherebbe Leonardo? Almeno quelli in coincidenza con le sedute del cda.

Relazioni. Il marchio della rivista Formiche

A Washington per Formiche

L’ex compagno di liceo di Di Maio ha una passione per gli Stati Uniti d’America, il paese in cui l’industria della difesa e aerospazio è più sviluppata. Carmine ha trascorso dei brevi periodi a Washington per studi di sicurezza e relazioni internazionali. Nel 2015 c’è stato tre mesi come inviato della rivista Formiche, con cui ha collaborato fino a quando ha litigato con l’editore, Paolo Messa, racconta chi li conosce. Successivamente Messa è diventato capo dei rapporti istituzionali di Leonardo, voluto da De Gennaro, che adesso è in uscita per far posto al generale Carta.

Il curriculum

Ecco il curriculum presentato da America con la candidatura al cda:

Carmine America_cv

Confermato. L’a.d. Alessandro Profumo

Conflitto d’interesse

Per America il 2019 può diventare “un anno bellissimo”, come direbbe il premier Giuseppe Conte. Peccato che ci sia quel grattacapo per un potenziale conflitto d’interesse con l’azienda meccanica del suocero Angelo Fornaro, la campana Ar. Ter. Srl (6,2 milioni di euro di ricavi e 234mila di utile netto nel 2018), che è fornitrice anche di Leonardo, per l’aeronautica e gli elicotteri.

Autocertificazione

Con una direttiva varata pochi giorni prima delle nomine, il 14 aprile, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha chiesto ai candidati al cda solo un’autocertificazione. E nell’autocertificazione, pubblicata qui sotto, America dichiara «l’inesistenza di cause di ineleggibilità, decadenza e incompatibilità» e «attesta l’assenza di conflitti d’interesse». Dovrà poi dimostrare che tutto quanto ha dichiarato è vero. Anche il rigoroso codice etico di Leonardo vieta intrecci tra la posizione di amministratore o dipendente e fornitori. Ma ci sarà davvero qualcuno a Leonardo o al Mef che vorrà fare le pulci all’amico di Di Maio?

L’autocertificazione di Carmine America

Fornitore. Il sito della Ar. Ter. Srl

Le competenze dichiarate

E leggendo l’autocertificazione di America, ci chiediamo: qualcuno avrà il coraggio di privarsi delle competenze dichiarate dal giovane “esperto” amico di Di Maio? Il cda uscente di Leonardo ha fissato una griglia di competenze come “orientamento” agli azionisti, per le nomine del nuovo cda. Ecco le competenze che America dichiara di possedere rispondendo al questionario, barrando la casella con un semplice “sì”: Esperienze di business e organizzazioni aziendali multinazionali, Competenze di risk oversight/management, Competenze di pianificazione e/o valutazione strategica, Conoscenze di realtà geopolitiche internazionali e delle tematiche di relazioni governative, Esperienze in realtà o di progetti caratterizzati da innovazione e/o contenuti tecnologici avanzati, Competenze legali e di accordi e contrattualistica internazionali, Conoscenza delle tematiche inerenti la digital information technology e la cybersecurity.

Perbacco… Con un profilo simile, se Leonardo si lasciasse scappare America, è molto probabile che lo ritroveremmo a lavorare per la concorrenza straniera.